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ADOLESCENTI

Vado bene così?

Perdersi è normale, ri-prendersi fondamentale

Ciao,

scommetto che avrai sentito un milione di volte la frase “fidati di me” detta da un adulto. Che parla per il tuo bene. Anzi, che sa qual è il bene per te. E scommetto che su questo milione di volte, nel 95% dei casi hai provato un po’ di fastidio. Come se invece fosse una mancanza di fiducia.

E vuoi sapere, da psicologo, cosa ti dico? Hai ragione! Ma non tanto perché tu non ti debba fidare degli adulti – genitori, professori, educatori, ecc. – tu hai bisogno di poterti fidare. Quanto perché questa frase, che sembra innocua, nasconde una contraddizione in termini.

E adesso ti spiego il perché.

Che tu lo voglia o no devi fare riferimento a figure adulte che ti traghettano verso l’età matura. Possono essere figure alleate ma allo stesso tempo controllanti. E qui entriamo in quello che in psicologia viene chiamato “doppio legame”, un tipo di comunicazione che abbraccia due messaggi in contraddizione tra loro. Nel caso di “fidati di me” il messaggio verbale entra in rotta di collisione con il ruolo adulto del controllo. E da questa contraddizione non se ne esce facilmente. Non c’è bisogno di capirla a livello razionale perché faccia effetto. Senza accorgertene ti stai già chiedendo: “Come posso fidarmi se in realtà mi controlla?

Ho lavorato per anni con adolescenti traumatizzati dalla vita, esperienze di cadute, fallimenti, abbandoni, difficoltà di adattamento al mondo, difficoltà ad accettarsi, senza più fiducia nelle figure adulte. E ho capito che per aiutarli veramente dovevo trovare un equilibrio: essere colui che segnala il confine e allo stesso tempo colui che ti è accanto. Senza richiedere fiducia in modo esplicito. La fiducia si guadagna sul campo, e passa anche attraverso il rispetto reciproco. Attenzione però: essere accanto senza essere amico. Essere accanto mantenendo i propri ruoli. Essere accanto nell’accettazione del proprio ruolo in questo difficile mondo.

 

 

Ma allora, come ti posso aiutare?

Ogni età è difficile, ma l’adolescenza in particolar modo perché stai diventando la persona che potrai e vorrai essere. Hai davanti almeno un milione di strade possibili e quindi di possibili problemi da affrontare.

Oltre a quelli che già hai. Per esempio:

Relazione con gruppo dei pari

Difficoltà d’integrazione, rapporti percepiti come “finti”, sensazione di non andare bene per gli altri.

Relazione figure adulte

Difficoltà di dialogo e comprensione. Allontanamento. Scontro. Aggressività verso le figure adulte.

Rapporto con l'autorità

Incapacità o difficoltà a esprimere la propria opinione o far valere i propri diritti in modo consono, non violento e assertivo. .

Timidezza

Rossore, difficoltà verbale in certe situazioni, difficoltà nella gestione ed espressione delle emozioni a volte percepite come bloccanti.. 

Ansia sociale

Difficoltà o impossibilità di vivere in maniera serena situazioni sociali come incontrare persone, mangiare in pubblico, frequentare posti affollati (per esempio supermercati, negozi, pub).

Autostima

Avere un’immagine svalutante di se stessi, inferiore agli altri, con poca importanza

Accettazione di se stessi e del proprio corpo

Difficoltà nell’accettare la propria vita e condizione nel mondo, sia a livello sociale che interiore. Difficoltà ad accettare la propria persona e il proprio corpo con tutti i pregi e i difetti

Sentirsi inadeguati

Sentire di “non essere a posto”, essere di troppo in varie situazioni sociali, non stare bene nei tuoi panni.

Gestione emozioni

Sentirsi incapaci di gestire le emozioni o desiderare un eccessivo controllo su esse

Gestione rabbia

Incapacità di gestire i momenti di rabbia che, pur non volendolo razionalmente, ti creano reazioni eccessive, forti, sproporzionate alla situazione.

Tristezza e depressione

Incapacità di viversi in modo sereno, come se si fosse ingabbiati in una prigione di tristezza e malinconia perenne.

Problemi esistenziali

Chi sono? Perchè faccio quello che faccio? Qual è la mia strada futura?

Rapporto con i social network

Difficoltà nella gestione del tempo passato sui social network, sia in termini di qualità che di quantità.

Bullismo

Come affrontare situazioni scolastiche (o extrascolastiche) in cui si subiscono prevaricazioni.

Come affrontare situazioni scolastiche (o extrascolastiche) in cui si attuano prevaricazioni.

Sì, lo so: è un bel casino l’adolescenza. Quel che ti posso dire è che se ti senti travolto/a da un problema che persiste nel tempo, non trascurarlo. Non pensare che tutto si risolverà con il tempo: potrebbe non essere così.

Allora, dicevamo, in che modo ti posso aiutare. Io lavoro sul modo di raccontarsi delle persone e le aiuto a stabilire ordine nel racconto. Priorità. Obiettivi. Descrivere e collocare le emozioni in un racconto funzionale alla situazione di vita. Descrivere e raccontare se stessi e il proprio posto nel mondo. Riscrivere le convinzioni errate che non permettono la crescita, l’evoluzione dell’individuo.

Pensa: se ti racconti come una persona che non ce la può fare, cosa succederà?

Pensa: se ti racconti, dentro di te, come un ragazzo/a che non è capace, che è inferiore, che non merita attenzioni, cosa succederà?

Pensa: se ti racconti come una vittima del mondo, che cosa succederà?

Purtroppo molte volte le profezie si autoavverrano e si rimane incagliati in una vita che non ci si addice, che non vorremmo. Che non è nostra!

Nessuno può scegliere il proprio racconto per intero, questo dipende da un’infinità di variabili. Ma ciascuno di noi può scegliere di agire per cambiare le cose su cui si può avere influenza.

 

Scrivimi nel form qui sotto e raccontami come stai e in che cosa vorresti essere aiutato/a.

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A Ferrara e a Sermide

Mattia Marchetti Psicologo

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