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COME RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI

In questo articolo vediamo due strategie da mettere in atto per raggiungere gli obiettivi.

Chi non ha un obiettivo scagli la prima pietra. Non importa che sia grande o piccolo, questo non cambia. E se non lo raggiungi di chi è la colpa? Certo ci possono essere fattori esterni che ne impediscono il raggiungimento, ma la maggior parte delle volte ci facciamo fregare, e falliamo, perchè non possediamo una strategia operativa. Attenzione: non c’è la strategia che va bene per tutti (quelle sono le formule magiche), bensì strategie che si adattano a te, ai tuoi modi di essere, di esistere e di relazionarti all’obiettivo. Solo lavorando su questi aspetti si può imbastire un lavoro strategico ed essere efficace. 

Fatta questa doverosa premessa andiamo a vedere due strategie efficaci per raggiungere gli obiettivi e lo facciamo tramite un esempio.

Esempio obiettivo: perdere 15kg in 3 mesi

Questa persona, stanca di essere sovrappeso e delle sue abitudini alimentari squilibrate, decide di darci un taglio! E così contatta un nutrizionista che gli prescrive un piano alimentare, si informa, scarica manuali che parlano di dieta sana, inizia a fare sport. Dopo due mesi sale sulla bilancia e vede che i risultati non stanno arrivando. Così decide di abbandonare la dieta. Come si sentirà questa persona? Ogni volta che incappiamo nell’abbandono dell’obiettivo ci sono una serie di emozioni spiacevoli da gestire e due tipi di pensieri svalutanti. I pensieri che svalutano la persona stessanon calerò mai, sono un disastro! Rimarrò sovrappeso tutta la vita e quindi nessuno mi amerà.

E i pensieri che svalutano l’importanza dell’obiettivoma chi me lo fa fare di mettermi a dieta e rinunciare a uno dei pochi piaceri della vita? Una cosa in fondo in fondo stupida.

Vediamo allora le strategie per non incappare in questi pensieri trappola.

Stategia del come se…

Questa strategia si avvale delle immagini archetipiche. Cosa sono? Sono immagini che ognuno di noi ha dentro, al di là del livello di istruzione, dell’intelligenza, del ceto sociale. Immagini che hanno una forte potenza evocativa come l’acqua che scorre, la legna che viene tagliata, il fuoco che arde

Nella mia esperienza un’immagine che funziona molto bene è quella del pompaggio dell’acqua da una pompa manuale, immagine che si ricollega alla sorgente. Ok, mantieni da parte per un attimo questa immagine e torniamo alla persona del nostro esempio.

Ha iniziato da qualche giorno la dieta e si sta impegnando per andare a correre o camminare un giorno sì e uno no. Ecco però che vengono fuori i primi dolori fisici, i primi acciacchi, cosa normale se è tanto tempo che il corpo è in modalità sedentaria. Così quando vede che non cammina quanto vorrebbe inizia a demoralizzarsi, a pensarsi come un caso disperato. Insomma inizia a svalutare se stessa.

Sarà capitato anche a te, magari con altri obiettivi, no? Riprendi ora l’immagine della pompa manuale. Se è ferma da molto tempo, quando inizi a pompare l’acqua uscirà limpida o torbida? Ma certo, uscirà torbida! Perchè prima ci si dovrà liberare di tutti i residui, le scorie, la ruggine accumulata negli anni. E solo alla fine, a obiettivo raggiunto, l’acqua uscirà limpida, come da una sorgente. Visualizzare questa immagine ti aiuterà a capire in che fase del tuo percorso sei e a interpretare le difficoltà come una parte necessaria, purificatoria. Se riesci a visualizzare il grado di limpidezza dell’acqua che sgorga a tutti gli effetti stai significando i progressi. Niente male, perchè abbiamo sempre bisogno di un significato quando si tratta di fare degli sforzi.

Seconda strategia: la domanda negativa.

E tuQuando ti poni un obiettivo la domanda più intuitiva è: che cosa devo fare per raggiungerlo? E ti fai una lista di cose da fare. C’è chi se la fa quotidiana, chi settimanale, chi mensile. C’è un altro modo però di porre la questione ed è la domanda negativa, ovvero: che cosa devo fare per non raggiungere l’obiettivo? 

Prova, fai una lista:

  • procrastinare
  • giustificarsi, trovare scuse
  • cedere alle tentazioni
  • chiudersi in se stessi

Solo tu conosci i tuoi modi di autosabotarti. Localizzarli, e dargli perchè no un ordine di importanza, ti aiuterà a prevenire i rischi e le trappole che si celano dietro le difficoltà. 

Prendi la persona a dieta: tutti i giorni per andare a lavoro passa davanti a una pasticceria, dove ci sono dei bei cannoli alla crema in vetrina. Un giorno la persona riesce a dire no, ma il giorno dopo cade in tentazione, entra in pasticceria e ne compra non uno ma due.

E se avesse fatto la lista delle cose da non fare che cosa cambierebbe? Se sai che la tentazione sarà più forte di te… aggira il problema. La persona cambierà percorso per andare al lavoro. Così, oltre a fare più strada a piedi, non si troverà davanti agli occhi quel ben di dio di cannoli…

 

E tu conosci altre strategie? Fammelo sapere nei commenti.

 

Chi sono

Mattia Marchetti psicologia e storytelling

Questo blog è un luogo dove puoi trovare contenuti sulla psicologia e lo storytelling, oltre ad articoli e interviste che raccontano Ferrara

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