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ANSIA: CHE COS’È, COME AGISCE E COME FRONTEGGIARLA

Venite con me, facciamo due passi sulle mura di Ferrara e intanto vi parlo di ansia e di due strategie per fronteggiarla

L’ansia è un argomento che sta a cuore a molte persone. Ognuno di noi l’ha infatti sperimentata più e più volte nella propria vita. Vero? Appunto.

Fosse anche solo l’ansia anticipatoria, ovvero quell’ansia che proviamo prima di una prova che riteniamo importante e in cui verremo valutati da altre persone. Può essere un colloquio di lavoro, una promozione, un esame universitario, una gara sportiva, un’esibizione su un palcoscenico, una festa di cui saremo protagonisti ecc. ecc.

Ma andiamo con ordine, sapete che cos’è l’ansia? 

Cos’è l’ansia

Senza scendere in astrusi tecnicismi, l’ansia è un sistema interno molto utile e adattivo che ci avvisa quando ci possiamo trovare in una situazione di pericolo, una situazione che può minacciare la nostra incolumità fisica e/o psicologica. A livello di sopravvivenza è quindi molto importante. Ma se i pericoli nella nostra società (per fortuna) non si manifestano più sotto forma di animali feroci o spiriti maligni, quale forma assumono allora? La maggior parte dei pericoli percepiti sono concretizzati nel giudizio delle altre persone. Secondo uno dei padri fondatori del cognitivismo, Aarold Beck, il timore del giuduzio altrui è la pietra angolare dell’ansia sociale nonché del disturbo d’ansia generalizzato.

Ma quando l’ansia diventa un disturbo? Quando prende il dominio su di te e ti impedisce di fare certe cose che invece vorresti fare, come affrontare un incontro amoroso, parlare con persone sconosciute, scrivere o mangiare davanti ad altre persone, fino a non riuscire a uscire dalla propria casa. L’ansia può essere estremamente invalidante quando diventa un disturbo.

Come comportarsi se soffri d’ansia: 2 strategie utili.

Nonostante un’emozione come l’ansia sia così diffusa, ci sono falsi miti da cui sarebbe meglio stare alla larga. Uno di questi è che bisogna combatterla, nel senso di sopprimerla, reprimerla, schiacciarla. Attenzione: non è così! Sarebbe un po’ come comprimere l’aria dentro a un palloncino: rischia di esplodere. Bisogna invece cercare di accoglierla per quanto possibile, gestirla e arginarla. Come si fa?

Prima strategia: parlare con l’ansia.

Vi può sembrare strano, vero? Ma a volte sentite che il vostro sistema vi sta avvisando di un pericolo e allo stesso tempo, da qualche parte di voi stessi, sapete state compiendo due tipi di errori: il primo è quello di esagerare il pericolo reale, il secondo di sottovalutare le vostre capacità di fronteggiarlo effettivamente. Ecco, quando siete in questa situazione, parlare con l’ansia può essere un modo per calmierarla.

“Ciao Ansia!” oppure “Buonasera Ansia, anche oggi mi fai visita…”

La parte difficile in questo caso è non sentirsi sbagliati, assurdi, ridicoli. È un dialogo interiore, chi di noi non hai parlato tra sè e sè, mentre fa una passeggiata o sta guidando? Ecco, prendetela come una chiacchierata con una parte di voi che però, attenzione, non siete voi. E questo è un punto molto importante.

Disidentificazione: tu non sei la tua ansia!

Parlare con l’ansia è solo uno dei tanti modi per iniziare a porre in atto la disidentificazione, ovvero mettere uno spazio tra la vostra identità e l’ansia. Spesso tendiamo infatti a identificarci con i nostri problemi, a vederli come una nostra caratteristica personologica, qualcosa che ci appartiene, che entra nelle fibre più profonde. E questo ha delle conseguenze terribili come: sentirsi sbagliati, sentirsi in colpa per come si è, sentirsi irrimediabili e catastrofici.

Se invece provate a vedere il disturbo per quello che è, ovvero un meccanismo che non fa parte della vostra identità, questo tipo di dinamiche saranno più semplici da gestire. E parlare con l’ansia è appunto il primo passo per rendere duale ciò che si tende a percepire come parte di un’unica identità.

Questo ci porta direttamente alla seconda strategia: l’analisi delle influenze. Di cosa si tratta? Mettetevi comodi su un tavolo e prendete carta e penna. Adesso scrivete sul foglio in che modo l’ansia influenza la vostra vita, quali sono quelle situazioni in cui non riuscite a sentirvi liberi di vivere a pieno, senza che l’ansia sia d’ostacolo.

Per esempio:

  • L’ansia non mi permette di partecipare alla gara di nuoto come vorrei, facendo gli stessi tempi che faccio in allenamento.
  • L’ansia mi permette di incontrare quelle persone.
  • L’ansia non mi permette di dare il massimo al lavoro.
  • L’ansia non mi permette di guidare.
  • L’ansia non mi permette di uscire di casa.

Dopo aver stilato questo elenco prendete un altro foglio e iniziate a pensare a come invece voi influenzate la vita dell’ansia e il suo mantenimento, ovvero quelle situazioni in cui siete riuscite a compiere quelle prove in modo pieno, efficace, con tutti voi stessi, senza avere l’ansia a mettere i bastoni tra le ruote.

Per esempio:

  • Quella volta in cui sono riuscito/a ad andare al cinema da solo/a
  • Quando ho guidato dimenticandomi di provare ansia
  • Quando sono uscito/a di casa e l’ansia non c’era
  • Quando ho fatto il miglior tempo della mia vita in gara ufficiale, ero carico/a ma era una carica che mi dava forza.

Queste sono quelle che o psicologo australiano Michael White chiamava “situazioni uniche”, o descrizioni di sè che non fanno parte della narrazione dominata dall’ansia.

Questa seconda strategia è molto utile in quanto, nei disturbi d’ansia come in molti altri, le persone tendono ad amplificare gli insuccessi, a sottolinearli, a vederli come eventi che sicuramente si ripeteranno; mentre tendono quasi a denigrare gli insuccessi, imputandoli spesso al caso. L’obiettivo di questo compito è invece mettere anche i successi nero su bianco, esistono, ci sono ed è possibile ripeterli. Ce l’hai fatta una volta, puoi farlo ancora. 

Bene, siamo arrivati in fondo a questo articolo e a questa passeggiata. Questi consigli possono essere utili per cercare di gestire l’ansia, ovviamente non si possono comparare ad un lavoro terapeutico svolto insieme a un professionista.

 

Se pensi che l’ansia stia avendo un’influenza troppo grande nella tua vita, nella tua quotidianità, e ti impedisca di agire come vorresti, scrivimi utilizzando il form qui sotto. Insieme vedremo come agire per farti prendere in mano la tua storia.

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Mattia Marchetti psicologia e storytelling

Questo blog è un luogo dove puoi trovare contenuti sulla psicologia e lo storytelling, oltre ad articoli e interviste che raccontano Ferrara

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